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LA PASSEGGIATA SU MISURA: come scegliere luoghi, tempi e ritmi per il proprio cane.

Immagine del redattore: Elena Previdi
Elena Previdi
2 set
Tempo di lettura: 3 min

Quando diciamo "porto fuori il cane", sembra una cosa piuttosto semplice.

Si esce di casa, si fa un giro e si torna.

Ma siamo davvero sicuri che tutte le passeggiate siano uguali?

E soprattutto siamo sicuri che tutti i cani abbiano bisogno della stessa passeggiata?

La risposta è no.

Ogni cane ha il proprio carattere, le proprie abitudini, le proprie sensibilità e, soprattutto, il proprio modo di vivere ciò che gli accade intorno.

Per questo una passeggiata che per un cane è piacevole e rilassante, per un altro potrebbe essere troppo impegnativa.

Ecco perché, nel mio lavoro, non penso alla passeggiata come a un percorso da completare o a un numero di minuti da raggiungere, ma penso alla passeggiata come a un'esperienza da costruire insieme al cane.


Prima di scegliere dove andare, guardiamo chi abbiamo davanti.


Non esiste un luogo perfetto per tutti.

C'è il cane che ama immergersi nel verde, quello che si diverte a esplorare ogni angolo della città, quello che davanti a troppi stimoli va facilmente in difficoltà e così via.


Per questo prima ancora di scegliere il percorso, osservo il cane.

Come sta quel giorno? com'è il suo livello di energia? Ha voglia di esplorare oppure è più preoccupato e si sta isolando dalla situazione?

Sono tutte informazioni che possono cambiare il modo in cui organizzeremo quella passeggiata.

Città, parco, semi urbano o campagna: dipende dal cane, non dal luogo.

Ogni ambiente ha le sue caratteristiche, ma nessuno è automaticamente "giusto" o "sbagliato".



La città è piena di stimoli: macchine, rumori, persone, altri cani. Per alcuni cani è un ambiente che fa parte della quotidianità e che imparano a vivere serenamente, per altri può essere più impegnativo.


Questo non significa che un cane non sia "adatto" alla città: significa che bisogna imparare a dosare gli stimoli e, quando possibile, offrirgli anche occasioni di passeggiata in contesti più tranquilli e naturali (anche gite in montagna, boschi ecc.), dove possa annusare, esplorare e muoversi con maggiore libertà.


Anche scegliere un orario meno affollato o una strada più tranquilla può aiutare, ma senza dimenticare che il cane ha bisogno di esperienze diverse e di poter vivere l'ambiente che lo circonda con i suoi tempi.



Un parco e il verde in generale offrono più spazio e tempi diversi per annusare ed esplorare, ma anche un parco affollato può essere più impegnativo di una strada silenziosa. Dipende dal parco, dal momento, dal cane.



La campagna è ideale per chi ama esplorare liberamente, è adatta per i cani che hanno bisogno di distensione, movimento libero se il cane lo permette (sempre in sicurezza).



Le zone semi-urbane sono un ottimo mix: strade e marciapiedi che si alternano a prati, spazi verdi, campi e zone più aperte.

Sono contesti interessanti perché permettono di combinare momenti più strutturati, come passeggiata su marciapiede alternato a momenti di distensione o esplorazione olfattiva nella zona verde.


Il luogo della passeggiata è quindi solo una parte della scelta.

Anche il tempo che abbiamo a disposizione e, soprattutto, quanto il cane riesce a vivere bene quella passeggiata sono aspetti da considerare.


Un'ora non è automaticamente meglio di trenta minuti

Questa è forse una delle cose a cui tengo di più.

La durata della passeggiata non determina da sola la sua qualità.

Un cane può stare fuori un'ora e vivere un'esperienza tutt'altro che positiva.

Un altro può fare una passeggiata di trenta minuti, annusare, esplorare, osservare l'ambiente e tornare a casa soddisfatto.

Eh sì, anche una passeggiata di 30/45 minuti può essere sufficiente quando è costruita bene.

Ci sono cani che hanno bisogno di tempi più lunghi e altri che si stancano molto prima. Cuccioli, cani anziani, cani particolarmente sensibili, o cani che stanno attraversando un periodo delicato possono aver bisogno di più pause, percorsi più brevi o ambienti meno impegnativi.


Non c'è niente di sbagliato.


Durante la passeggiata non conta solo quanto camminiamo, ma anche come la sta vivendo il cane.


Imparare ad osservare il suo comportamento ci permette di capire quando è ancora coinvolto, curioso, e sereno e quando, invece, sta iniziando ad avere bisogno di una pausa o di rientrare.


Non dobbiamo aspettare che sia completamente stanco o sovraccarico per fermarci.

Chiudere la passeggiata nel momento giusto significa proprio permettere al cane di tornare a casa con un'esperienza positiva, senza arrivare al limite.


Perché una bella passeggiata non è quella che dura di più, ma quella che finisce lasciando il cane appagato.


Nel mio lavoro, prima viene il cane.

Quando accompagno un cane, non voglio semplicemente "portarlo fuori". Voglio capire come sta vivendo quella passeggiata e adattarla alle sue esigenze.


Il percorso, la durata, il ritmo e anche il luogo possono cambiare. Ed è proprio questo il punto: la passeggiata deve adattarsi al cane, non il contrario.


Perché alla fine mi interessa molto di più sapere che quella passeggiata ha lasciato al cane un'esperienza positiva.

 
 
 

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