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RELAZIONE CANE-DOG SITTER: "non è solo tenere il cane"

  • Immagine del redattore: Elena Previdi
    Elena Previdi
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min


Quando si parla di dog sitting, spesso si pensa a una persona che porta fuori il cane, gli fa fare una passeggiata e si occupa di lui mentre il proprietario non c'è.


Per me il dog sitting è molto più di questo.


Affidare il proprio cane a qualcuno, significa affidargli una parte della sua quotidianità, delle sue abitudini e, soprattutto, della sua sicurezza.


Per questo credo che alla base di un buon servizio di dog sitting debba esserci una cosa prima di tutto: la relazione.


La relazione cane-dog sitter non nasce in un giorno.


Un cane non impara a fidarsi di una persona semplicemente perchè quella persona ha un guinzaglio in mano.


La relazione è un percorso graduale, fatto di osservazione, ascolto e rispetto dei suoi tempi.


C'è il cane che si avvicina subito e quello che ha bisogno di più tempo.


C'è chi ama il contatto fisico e chi preferisce mantenere una certa distanza.


C'è chi, in una situazione nuova, cerca immediatamente il proprio riferimento e chi invece ha bisogno prima di osservare ciò che succede intorno.


Ogni cane è diverso.


Per questo non credo in un approccio "uguale per tutti": ogni cane ha i sui tempi.


La relazione non si forza.


La fiducia non si può pretendere.


Si costruisce.


Come?


Attraverso piccoli gesti, presenza, coerenza e capacità di leggere ciò che il cane sta comunicando.


La comunicazione del cane non passa soltanto dalle vocalizzazioni o dai comportamenti più evidenti. Posture, sguardi, movimenti, distanze, tensione del corpo e tante altre informazioni ci raccontano come si sta sentendo.


Imparare ad osservare questi segnali significa poter accompagnare il cane senza trascinarlo, proporre senza forzare (anche usando la voce non solo il nostro corpo) e rispettare quando ha bisogno di una pausa o di maggiore distanza.


Per me, questa è una parte fondamentale del lavoro.



Non è "amicizia": è sicurezza


Un dog sitter non deve necessariamente diventare il nuovo migliore amico del cane.


Deve diventare una presenza affidabile.


Una persona capace di riconoscere le sue abitudini, le sue difficoltà e le situazioni che possono metterlo in difficoltà.


Il cane deve poter sapere cosa aspettarsi da quella persona.


E questo diventa ancor più importante quando il proprietario non è presente.


Il dog sitter non sostituisce il proprietario: diventa semplicemente una presenza chiara e rassicurante nei momenti in cui il proprietario non può esserci.


Perchè scegliere un dog sitter professionista?


Scegliere un dog sitter professionista non significa semplicemente scegliere qualcuno che "ama i cani".


Amare gli animali è importante, ma l'amore da solo non basta per prendersene curain modo consapevole.


Un professionista dovrebbe avere la capacità di osservare, comprendere e adattarsi al singolo cane, mettendo al primo posto il suo benessere e la sua sicurezza.


Significa, per esempio:


  • conoscere e rispettare le caratteristiche individuali del cane;

  • osservare il suo comportamento e riconoscere eventuali segnali di disagio;

  • adattare la passeggiata alle sue esigenze, invece di applicare sempre lo stesso schema;

  • conoscere le corrette modalità di gestione del guinzaglio e degli spazi;

  • prestare attenzione all'ambiente e ai possibili rischi;

  • comunicare con il proprietario in modo chiaro e trasparente;

  • rispettare abitudini, indicazioni e necessità specifiche (es. problemi fisici ecc.);

  • saper gestire anche situazioni impreviste;

  • mantenere continuità e affidabilità nel tempo.


In altre parole, non si tratta semplicemente di "portare fuori un cane"


Si tratta di prendersi la responsabilità di accompagnare un essere vivente che, per quel periodo di tempo, è affidato alle nostre cure.


La personalizzazione fa la differenza


Una passeggiata non dovrebbe essere necessariamente uguale per tutti.


Un cane giovane e molto curioso potrebbe avere esigenze diverse da un cane anziano.


Un cane sicuro di sè potrebbe vivere una situazione in maniera completamente diversa da un cane insicuro.


Un cane che ama esplorare potrebbe aver bisogno di più tempo per annusare e osservare l'ambiente.


Un altro potrebbe invece aver bisogno di una passeggiata più tranquilla e prevedibile.


Per questo, prima di pensare al "servizio", penso al cane che ho davanti.


Cosa mi sta comunicando?


Di cosa ha bisogno oggi?


Qual è il modo migliore per accompagnarlo?


Il ruolo del proprietario è fondamentale


La relazione tra cane e dog sitter non vive separata dalla relazione che il cane ha con la propria famiglia.


Per questo credo molto nella comunicazione con il proprietario.


Conoscere le abitudini del cane, le sue paure, ciò che ama, ciò che lo mette in difficoltà e le modalità con cui normalmente viene gestito permette di costruire un percorso più coerente.


Dog sitter e proprietario possono lavorare insieme attraverso una comunicazione chiara e obiettivi condivisi, sempre tenendo conto dei bisogni reali del cane.


La mia visione


Nel mio lavoro la relazione viene prima di tutto.


Osservo.

Ascolto.

Mi adatto ai suoi tempi e ai suoi bisogni.

Costruisco un ponte di sicurezza e supporto, non di dipendenza.


Perchè credo che un cane non debba essere "semplicemente gestito".

Ma debba essere ascoltato e compreso.


Ed è proprio nei piccoli dettagli che questa relazione prende forma: nel modo in cui ci avviciniamo, nel tempo che lasciamo al cane, nella capacità di riconoscere quando qualcosa non va e nella fiducia che costruiamo giorno dopo giorno.


Il servizio è importante.


La relazione ancora di più.


Ed è lì che, per me, tutto comincia davvero.







Yuppi-passeggiate su misura.





 
 
 

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